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INTOLLERANZE ALIMENTARI E CORSA (seconda parte) | |
| Come abbiamo visto nell'articolo precedente (1^ parte) le intolleranze alimentari sono un problema abbastanza diffuso nella popolazione, e per quanto concerne gli sportivi creano non pochi disagi per un buon svolgimento della propria pratica sportiva . Riepilogando in breve nelle intolleranze alimentari si hanno reazioni a cibi consumati quotidianamente, come grano, latte, pomodoro, e i tempi di reazione sono lunghi, da qualche ora fino a qualche giorno dopo. Quindi analizzando le definizioni si può capire come eliminando (e prima di tutto scoprendo) per un periodo piuttosto lungo l'alimento che provoca intolleranza , si avrebbe la scomparsa del sintomo e la guarigione dalla malattia. Considerando però la complessità e la varietà dei sintomi, anche cronici, e le malattie che sono collegate al fenomeno dell'intolleranze alimentari , si capisce come sia fondamentale e importante il metodo che analizzi e verifichi queste reazioni. Abbiamo visto quali sono i sintomi associati alla presenza delle intolleranze alimentari, le cause principali che provocano l'intolleranza, gli effetti e le patologie correlate, oggi vediamo i metodi diagnostici convenzionali e non convenzionali. Purtroppo però la diagnosi corrente prende in riferimento le prove classiche di Rast, Prich Test, cioè analisi che prendono in considerazione gli anticorpi prodotti dall'organismo : le IgE. Purtroppo però queste prove convenzionali portano a una scarsa attendibilità del risultato ottenuto, perché come abbiamo visto le intolleranze alimentari si presentano senza la produzione di IgE.
METODI CONVENZIONALI Indagini in vitro (prelievo di sangue) le prove in vitro vengono effettuate mediante prelievo di sangue per dosare le immunoglobuline IgE. La più utilizzata come abbiamo visto è Rast (radio allergo adsorbimento) si basa sulla reazione tra l'antigene e l'anticorpo presente nel siero del paziente. Va bene per allergie a riguardo di polvere, acari, polline. Prick test "cutaneo" Si basa sul principio di introduzione nel derma di allergeni alimentari appositamente preparati dalle industrie farmacologiche che dovrebbero svelare una reazione IgE immediata. Si posizionano la sostanza sull'avambraccio e si valuta la presenza di istamina (positivo) o meno (negativo). Dopo un 15/20' si analizza l'eventuale presente di rossore sulla pelle e prurito. Questo test però ha una scarsa attendibilità per la diagnosi delle intolleranze alimentari. METODI NON CONVENZIONALI I metodi diagnostici più efficaci nello svelare le intolleranze alimentari sono tre : dieta a rotazione, dieta ad esclusione e l'altro test effettuato in laboratorio che si effettua mediante il sangue: cito test. Cito Test Il metodo in laboratorio più rapido e attendibile è il Cito Test o Prove Tossiche Alimentari sul sangue. Anche se si prendono in considerazione anche i globuli rossi, il parametro più significativo e importante è l'osservazioni di eventuali modificazioni strutturali citoplasmatiche a carico dei granulociti neutrofili. I risultati vengono quantificati su una scala che va da uno a quattro a seconda della gravità:
I vantaggi del Cito test sono:
ALTRE METODICHE NON CONVENZIONALI Prove kinesiologiche - riflessologia questo metodo valuta le variazioni delle forza muscolare dopo che sono stai posti gli alimenti sospetti a contatto con il paziente. Se l'alimento risulta non tollerato, si dovrebbe avere un indebolimento delle forze muscolari. Metodo che presenta scarsa attendibilità nei soggetti che soffrono di particolari patologie muscolari e articolari, nelle persone anziane. Presenta un notevole effetto placebo, è scarsamente riproducibile ed è valutato in modo soggettivo. Test biolettronici che utilizzano macchine elettronicche che basano la loro tecnica sulla misurazione dei punti dell'agopuntura classica cinese. Viene effettuata una misurazione iniziale sui punti salienti dell'agopuntura, successivamente vengono messi tra macchina e paziente, gli alimenti omeopatizzati in fiale uno alla volta. Se la misurazione iniziale varia con l'introduzione di un determinato cibo, abbassandosi la variazione dovrebbe rappresentare un indice di intolleranza alimentare. Una volta conosciute le modalità di insorgenza delle intolleranze alimentari, le possibili cause, quali sono i sintomi che ne sono associati, e analizzato i metodi diagnostici , dobbiamo capire quali possono essere i trattamenti da attuare . TRATTAMENTO NUTRIZIONALE PER LE INTOLLERANZE Dieta a rotazione: fu ideata da uno studioso della Ecologia Clinica "Albert Rowe", essa consiste nell'assumere cibi specifici diversi ogni tre o quattro giorni. Il ciclo si ripete per due o tre volte. In questo modo si dà all'organismo la possibilità di evitare per 72 ore un alimento potenzialmente causa di intolleranza alimentare, ed eliminando lo stesso gruppo biologico di alimenti evitando il cossidetto cross-reattività. Va eseguita in modo scrupoloso, durante questo periodo è importante che il paziente compili un diario in cui annotare giornalmente eventuali sintomi. Qualora i sintomi si presentano e si accentuano, fin dal primo o secondo giorno dall'inizio della dieta , molto probabilmente sono in relazione all'astinenza del cibo eliminato e sono un segno prognostico favorevole. Questo fenomeno di assuefazione e della relativa astinenza può essere anche spiegato con la teoria di Seyle sullo stress. Passati 10/12 giorni di dieta a rotazione sicuramente l'organismo sarà disintossicato da eventuali intolleranze alimentari e quindi si potrà procedere alla reintroduzione di un alimento alla volta ogni 24 ore. Con questo metodo in ¾ settimane si riesce a individuare gli alimenti che sono causa di Intolleranza Alimentare. Importante come abbiamo visto per diagnosticare e scoprire l'alimento intollerante è necessario compilare il diario dei sintomi ogni giorno, e poi si necessita di conoscere le classi di alimenti o gruppi di cibi. Esempio, se un soggetto è intollerante al latte dovrebbe eliminare oltre che al latte anche tutti i derivati e le carni di manzo, vitello, agnello; e anche tutti i cibi che lo contengono, come dolci, biscotti, creme , gelati, salumi. Dieta ad esclusione di Rinkell: questo metodo prevede l'esclusione totale di un solo alimento per volta, compresi anche tutti gli alimenti della stessa famiglia biologica, per almeno quattordici giorni. Il vantaggio di questo metodo è dato dal fatto che non si deve mantenere uno schema rigido dal punto di vista degli alimenti assunti, ma dobbiamo escludere un solo gruppo. Tale metodo può essere utilizzato efficacemente nel momento in cui abbiamo un "alimento sospetto" da testare per il quale ci si vuole sincerare della sua innocuità. Per realizzare in modo corretto l'eliminazione dei cibi sospetti , dobbiamo fare riferimento alle statistiche su quali siano gli alimenti più implicati nelle singole e specifiche patologie. La prossima volta nella terza parte di questo argomento, vedremo le statistiche delle singole patologie per capire come identificarle e trovare una soluzione al problema. Buona corsa ! Torna all'indice >>> |
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